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La società cooperativa “La Ciera dei colli” è sorta anche con lo scopo di conservare le tradizioni di coltura dei terreni esistenti nel territorio da sempre.
Sui colli monticiani le piantagioni di ulivi, per la gran parte della varietà autoctona Ciera, sorgono su un terreno calcareo, ben posizionati a filari distanti 7 metri, esposti a sud est, al fine di permettere la massima esposizione al sole.
La concimazione delle olive viene effettuata da sempre con l’impiego di prodotti biologici organici e con sovesci; i trattamenti antiparassitari sono limitati al solo impiego del solfato di rame.
Soltanto le olive più belle dei nostri oliveti vengono raccolte all’invaiatura e prontamente molite con lavorazione a freddo.
L’olio extra vergine così estratto conserva il sapore, il profumo e la sostanza di cui la natura lo ha dotato e ricorda l’odore e il gusto del frutto fresco giustamente maturo.
Il territorio olivicolo monticiano da risultati, in termini di successo sul mercato, in quando riesce a produrre un olio con un suo carattere, ove le cui caratteristiche organolettiche sono riferite a questo particolare habitat culturale.

Il profumo fresco di fruttato, di oliva, di verde, sono elementi che rendono questo nostro olio “tipico” e tale da lasciare una buona percezione sensoriale.

Stiamo parlando di un olio fruttato, di alto pregio, ottenuto da olive sane, fresche, non a completa maturazione e con una lavorazione ideale. La caratteristica di freschezza è mantenuta nel tempo.

”L’ambiente colturale è elemento determinante ed influisce sulla composizione chimica dell’olio: è stato sperimentato, e riconosciuto da degustatori provetti, che le olive ottenute da cultivar che hanno una maturazione omogenea, in zone collinari, o di poggi, dolcemente ventilate, non sottoposte a temperature elevate prolungate, danno un olio più pregevole”.

”L’ambiente colturale e il tipo di cultivar agiscono anche sul rapporto tra gliceridi solidi e liquidi nell’olio. Per la finezza di un olio è importante che ci sia un giusto rapporto tra due componenti, un disequilibrio tra questi può portare a gusti non sempre accettabili dai consumatori, come la sensazione di untuosità dovuta alla presenza di una frazione dominante di gliceridi solidi.”
Un giusto rapporto tra gli acidi grassi solidi (es. laurico, miristica e palmitico) e gli acidi grassi liquidi (es. oleico, linoleico e linilenico) determina anche la piacevolezza “tattilo-palatale” di un olio.
Il giusto rapporto tra l’ambiente colturale le colline monticiane e i cultivar locali Ciera Tonda ecc. permettono la produzione di un olio “tipico” di pregevole qualità.