Innovazione della filiera olivicola attraverso lo sviluppo tecnologico finalizzato al rafforzamento delle sinergie aziendali e della qualità del prodotto

Progetto realizzato grazie al finanziamento
del PSR Lazio 07 – 13. Misura 124

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Sintesi del progetto:

Il progetto prevede il trasferimento di nuove tecnologie all’interno della filiera olivicola. In particolare saranno realizzati sistemi che consentiranno alle aziende agricole di gestire e programmare le proprie attività colturali collegandosi tramite dispositivi web mobile a un software specializzato in grado di gestire quaderni di campagna delle singole aziende, georeferenziando i trattamenti. Sarà inoltre razionalizzato il rapporto tra la produzione olivicola e la trasformazione in olio, garantendo al consumatore la tracciabilità dei singoli lotti di olive appartenenti ai soci della Cooperativa La Ciera dei Colli.

Il consumatore potrà quindi conoscere il singolo produttore che ha prodotto quell’olio ma

soprattutto conoscere le tecniche colturali utilizzate, in particolare i trattamenti fito-sanitari e le caratteristiche fisico-chimiche e di qualità dell’olio che sta consumando. Il progetto punta quindi a trasformare la conoscenza del processo produttivo da parte del consumatore in valore aggiunto per le aziende.

Analisi dei fabbisogni:

Il comparto agricolo regionale evidenzia una difficoltà nell’incremento della produttività in

valore del lavoro dovuta principalmente alla perdita di competitività in termini di valore aggiunto.

Le produzioni di qualità della Regione Lazio risultano scarsamente valorizzate a livello commerciale, principalmente a causa del debole legame fra gli attori della filiera e della scarsa presenza di strutture associative finalizzate all’aggregazione e alla promozione dei prodotti.

Per lo sviluppo competitivo del settore diviene necessaria l’adozione di strategie di filiera condivise che rafforzino i legami tra i soggetti interessati e lo sviluppo di nuove forme di coordinamento e cooperazione fra gli attori a monte della filiera, strategie che gli consentano di rivolgersi direttamente ai mercati. Ciò permetterebbe di contrastare la progressiva marginalizzazione di numerose imprese agricole e l’esposizione delle produzioni locali alla forte pressione competitiva esercitata dalle produzioni extraregionali.

Le cooperative – molto numerose nell’area territoriale del basso Lazio e in particolare del Frusinate – stanno manifestando negli ultimi anni preoccupanti segnali di difficoltà di adattamento al mercato e alla velocità dei suoi mutamenti. Questo limite deriva in primo luogo dallo scarso ricambio generazionale all’interno di queste particolari forme associative di gestione dell’impresa agricola.

La loro peculiarità, com’è noto, è quella di fondarsi su forme, modi e pratiche di decisione

collettiva. Tale caratteristica, per costituire un elemento virtuoso e non al contrario un ostacolo, necessita di essere coadiuvata da due importanti fattori, tra di loro interconnessi: ricambio generazionale e capacità di flessibilità e ottimizzazione dei tempi di decisione, gestione, cooperazione attraverso l’impiego di tecniche e tecnologie innovative.

Il presente progetto si pone perciò lo scopo di far fronte a questi limiti e considera l’applicazione dell’innovazione tecnologica come un mezzo volto al miglioramento delle tecniche di management e organizzative nella gestione cooperativa dell’impresa agricola.

Negli ultimi anni la capacità di introdurre innovazioni da parte delle imprese agricole, sia di

prodotto che di processo, è stata fortemente limitata, a causa di una rilevante contrazione degli investimenti fissi lordi. Si rendono quindi necessarie azioni di cooperazione fra imprese ed enti di ricerca e sperimentazione volte allo studio ed all’introduzione di innovazioni per colmare il gap tecnologico.

Il territorio di riferimento del presente progetto è quello della regione Lazio, in particolare del Frusinate. Le aree rurali individuate nel Lazio con la metodologia PSN coprono quasi l’85% della superficie regionale, interessando il 38% della popolazione residente (Tabella 1 Indicatore di baseline Orizzontale 1 Importanza delle aree rurali), con una chiara prevalenza delle aree rurali intermedie in termini di superficie totale (45,9%) e una netta polarizzazione, in termini di popolazione residente, che infatti risiede per il 62% nei poli urbani, e in particolare nel comune di Roma che, da solo, concentra il 50% della popolazione totale della Regione. Per contro risulta decisamente trascurabile, in termini di popolazione, il peso delle “aree rurali con problemi complessivi di sviluppo” (poco più del 2% della popolazione regionale).

Muovendo da tali considerazioni, il presente progetto pone l’attenzione sulla filiera olivicola i cui principali fabbisogni individuati nel PSR (Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013) sono:

- Concentrazione, integrazione e valorizzazione dell’offerta;

- Promozione della qualità delle produzioni;

- Salvaguardia dell’olivicoltura collinare quale patrimonio ambientale e paesaggistico;

- Miglioramento delle capacità professionali degli addetti.

Interessante sottolineare come nell’ultimo periodo il territorio del Frusinate si sia caratterizzato per un’importante crescita della SAU media, passando dai 2,3 del 2000 ai 3,6 del 2010. In termini numerici parliamo però di una superficie fortemente polverizzata e di una dimensione media aziendale particolarmente piccola, fattore quest’ultimo che rende quanto mai difficile essere competitivi.

Per ottenere una maggiore dinamicità, qualità e competitività dell’azienda risulta perciò sempre più necessario sviluppare maggiore qualità mediante innovazione.

I comuni che saranno oggetto dell’intervento presentano molte criticità, come si può evincere anche dall’analisi del PSR Lazio relativa alla “zonizzazione regionale”. In primo luogo questi comuni rientrano nelle aree definite dal documento come “aree rurali con problemi complessivi di sviluppo”.

Si registrano al loro interno alcuni dati significativi ai fini del presente progetto: valori più bassi della densità demografica (37 abitanti per km2) e della popolazione (1.316 abitanti in media) ma, nello stesso tempo, valori più elevati relativamente all’invecchiamento della

popolazione (indice di vecchiaia pari a 273,9) e allo spopolamento, con un tasso di incremento negativo nell’ultimo decennio (-3,7 per mille). Per ciò che concerne il ruolo dell’attività agricola, si registrano valori inferiori alla media relativi alla specializzazione dell’attività agricola.

Tali aree rientrano, inoltre, seguendo la medesima analisi, nelle c.d. “aree rurali intermedie”, trattandosi di aree in larga parte collinari e montane con una significativa distanza dal comune centroide, pari a 20km in media. La dimensione agricola si caratterizza per un’incidenza della SAU sulla superficie totale pari al 48,9% e per un forte decremento della stessa del 12,3%, mentre la SAT si è ridotta del 12,8%. L’elemento della parcellizzazione è in queste aree particolarmente marcato.

Tale elemento, se inserito nel contesto di un mercato sempre più globale, all’interno del quale si registra una crescente richiesta di prodotti di maggiore qualità, necessita di elevate skills professionali e capacità di coniugare produzione, commercializzazione e promozione.

Il settore agricolo del territorio di riferimento è fortemente tradizionale e legato ad un consumo in gran parte locale. Le potenzialità di crescita sono numerose ma vanno sfruttate e valorizzate.

Sebbene l’olio prodotto nella regione sia sempre di ottima qualità, la scarsa valorizzazione, la mancanza di modernizzazione degli impianti fanno sì che il prodotto renda al di sotto delle proprie potenzialità. Una maggiore cura varietale, l’applicazione di metodologie di coltivazione a basso impatto ambientale o biologiche, soprattutto la valorizzazione del prodotto possono essere considerati obiettivi concreti di sviluppo, di assistenza tecnica, di formazione per il comparto.

In maniera più schematica, i principali punti di forza della struttura e produzione agricola

dell’olio laziale sono i seguenti:

1) Significativa partecipazione del Lazio alla formazione della PLV olivicola nazionale;

2) Presenza di olivi di recente impianto, guidati, potati e trattati, in pianura o bassa collina, su terreni profondi e meccanizzabili, prevalentemente litoranei;

3) Tendenza all’aumento della quantità media di olive lavorate nei frantoi;

4) Forte capacità di penetrazione nei mercati esteri;

5) Presenza della città di Roma quale grande bacino di utenza;

6) Riconoscimento di tre DOP all’olio di oliva laziale;

7) Elevata potenzialità di differenziazione delle produzioni per varietà, per processo (Bio) e per tipicità (DOP/IGP);

I punti di debolezza sono invece i seguenti:

1) Eccessiva polverizzazione della struttura fondiaria;

2) Presenza di oliveti costituiti da piante vecchie con portamento squilibrato che mal si

adeguano alla meccanizzazione;

3) Incremento dei costi di produzione più elevato di quello dei prezzi dell’olio di oliva;

4) Scarsa diffusione del contoterzismo;

5) Scarsa valorizzazione dell’olio laziale e biologico;

6) Difficoltà dei produttori ad adeguarsi alle esigenze richieste dal Reg. CE 1019/2002, in

particolare all’obbligo del confezionamento per le vendite al dettaglio;

7) Strutture di trasformazione economicamente poco efficienti con impianti che non

garantiscono un adeguato livello qualitativo del prodotto finale;

8) Scarso coordinamento verticale con la fase di commercializzazione.

E’ importante inoltre sottolineare come il progressivo abbandono degli uliveti, causato dalle difficoltà economiche alle quali vanno incontro i piccoli produttori di olio, fenomeno particolarmente marcato nel territorio del Frusinate, costituisce non solo un problema di carattere economico ma anche una minaccia per l’ambiente e per il paesaggio rurale. L’abbandono degli uliveti, specie in territorio collinare e montano, favorisce infatti il rischio di smottamenti e di frane.

Il presente progetto si pone dunque tra i suoi obiettivi anche quello non secondario di considerare l’innovazione dell’impresa agricola cooperativa collocandola in una strategia di sistema volta a tenere insieme sviluppo economico e preservazione ambientale.

Entrando più nel dettaglio dei contenuti dell’innovazione, tre fattori di pressione competitiva impongono processi di adattamento nei sistemi di gestione delle imprese olivicole:

- il primo riguarda la necessità di semplificare ed automatizzare i processi contabili ed amministrativi, i quali rappresentano una delle maggiori problematiche per gli imprenditori

agricoli di aziende di medie dimensioni che intendono confrontarsi con clienti della grande

distribuzione organizzata;

- il secondo attiene all’importanza di controllare i processi produttivi e l’utilizzo di input chimici per la fertilizzazione e la difesa delle colture, attraverso la registrazione e la raccolta dei dati; ad oggi, questi sono strumenti necessari per adempiere agli obblighi di legge in tema di tracciabilità e per valutare l’efficienza della gestione dell’azienda agricola;

- il terzo, infine, fa riferimento alla necessità per un’impresa moderna di monitorare costantemente le preferenze dei consumatori. Tale necessità è particolarmente sentita nel comparto dell’olio di oliva extra-vergine dove si sta assistendo, in anni recenti, ad una marcata evoluzione delle preferenze dei consumatori in modo particolare riguardo al profilo sensoriale del prodotto.

Sono numerosi i programmi che consentono la gestione dei documenti amministrativi e contabili delle imprese agricole, così come sono presenti sul mercato diversi software per la gestione della tracciabilità in azienda e la tenuta dei quaderni di campagna. Le aziende agricole appaiono sempre più pronte a recepire l’innovazione, ove si pensi che i dati dell’ultimo censimento evidenziano che in dieci anni sono raddoppiate le aziende italiane che fanno uso di sistemi informatizzati; nel Lazio ne sono state censite oltre 3000. Esiste pertanto una domanda potenziale di innovazione che questo progetto intende stimolare ulteriormente.

D’altra parte, gli strumenti oggetto dell’innovazione sono poco diffusi tra le aziende agricole e sono creati per l’utilizzo da parte di personale amministrativo dell’impresa e non del diretto imprenditore agricolo.

Lo strumento che il progetto si propone di diffondere e di far adottare alle imprese agricole rappresenta un vero e proprio gestionale “a misura di agricoltore”, e quindi destinato ad un target che presenta le seguenti caratteristiche:

- scarsa propensione ai compiti di ufficio;

- limitata disponibilità di tempo;

- necessità di uno strumento mobile e quindi dell’utilizzo del software via web e attraverso un portale mentre per le zone non coperte attraverso utilizzo off line delle introduzioni e interrogazioni dei dati;

- esigenze di raccordare la domanda con la produzione.

Il progetto ha tra i suoi scopi quello di applicare un software per la gestione contabile elementare (creazione di una prima nota semplificata delle operazioni che vengono quotidianamente realizzate dall’imprenditore agricolo), la realizzazione della tracciabilità aziendale (definizione dei campi e dei lotti aziendali, registrazione dell’uso di concimi, fitofarmaci, mezzi tecnici per ogni lotto), la gestione della contabilità per centri di costo (registrazione della manodopera e delle produzioni per ogni lotto), la programmazione del conferimento che consenta la scelta del momento migliore per poter compiere tale operazione.

La modalità di interfaccia dell’utente con il software saranno i tablet, ovvero strumenti informatici touchscreen facili da utilizzare e da maneggiare, che consentiranno il loro utilizzo direttamente sul campo da parte dell’agricoltore.

Si prevede inoltre, l’implementazione di banche dati relative all’uso di concimi, fitofarmaci,

costi standard della manodopera e degli input stessi, nonché di banche dati fornitori e acquirenti che consentano l’inserimento dei dati in maniera più celere e semplificata possibile, grazie alla realizzazione di cosiddetti “sistemi esperti” per agevolare l’inserimento dati. Questi permettono, infine, di delineare sistemi automatizzati di pianificazione della produzione, attraverso tecniche di simulazione di bilancio o di più sofisticati metodi di programmazione matematica.

Il progetto mira a garantire un beneficio economico per le aziende assistite in termini di una migliore gestione della documentazione necessaria alle certificazioni per la vendita alla GDO al fine di una maggiore qualificazione delle produzioni (Global Gap, Haccp, etc.) e soprattutto di un migliore controllo di gestione economico in termini di costo delle produzioni.

Il basso Lazio presenta un ritardo notevole in materia di ICT. Sulla spinta della strategia di

Lisbona, che individua tra le priorità proprio la diffusione delle ICT, nel campo della ricerca

l’attenzione si è molto focalizzata sulle tecniche di gestione aziendale attraverso l’utilizzo di sistemi informatici; notevoli sono stati i contributi che hanno messo in evidenza l’importanza di valutare in modo analitico i costi di produzione delle principali colture in maniera immediata, al fine di valutare il pricing delle produzioni nei diversi periodi dell’anno e nelle diverse condizioni produttive (produzioni invernali, maggiori input energetici, minori produzioni, maggiori costi unitari, maggiori prezzi). Le società scientifiche economico-agrarie hanno dedicato molta attenzione a questa tematica, basti pensare ai gruppi di lavoro “Economia dell’azienda agraria”, organizzati nell’ambito della Società Italiana Di Economia Agraria (SIDEA), all’interno dei quali le tematiche della corretta gestione aziendale sono state ampiamente approfondite. Inoltre, sia l’Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA), attraverso i software di gestione aziendale GAIA, che l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo (ISMEA) attraverso la diffusione delle statistiche dei prezzi settimanali, cercano di contribuire a fornire delle linee guida per i produttori ortofrutticoli; tuttavia, le informazioni necessarie sono quelle puntuali riferite alle singole aziende, al fine di ottimizzare i processi produttivi aziendali.

Il Dipartimento di Agraria (Sezione di Economia e Politica Agraria) dell’Università degli Studi di Napoli Federico II è un autorevole Istituto di Ricerca che nel corso della sua lunga esperienza si è occupata di queste problematiche maturando competenze sia nel campo didattico che nella ricerca scientifica in materia di economia e gestione dell’azienda agraria e agroindustriale.

Sui temi della diffusione delle tecnologie informatiche, la letteratura mette in evidenza vincoli di carattere socio-strutturale, culturale nonché difficoltà connesse alla corretta percezione dei benefici delle innovazioni. Le caratteristiche tipologiche delle aziende costituiscono un importante fattore esplicativo che può favorire l’introduzione delle innovazioni o frenarne la diffusione.

Nell’ambito della diffusione di tecnologie informatiche nelle aziende agricole, la letteratura ha approfondito i seguenti aspetti:

- introduzione e diffusione di ICT nelle aziende di piccole dimensioni;

- strumenti di policy per il supporto alla diffusione delle nuove tecnologie informatiche in

aziende agricole;

- caratteristiche socio demografiche dell’impresa agricola e introduzione di innovazioni.

Obiettivi e benefici

Obiettivi

In maniera schematica, gli obiettivi che il progetto si pone di raggiungere sono i seguenti:

  1. miglioramento del prodotto attraverso la gestione informatizzata del conferimento;

2. rafforzare la cooperazione attraverso l’utilizzo cooperativo degli strumenti che

garantiscono il miglioramento della rete (rafforzamento pratiche di networking).

3. applicazione di un software per la gestione tecnica economica e dei processi di qualità e tracciabilità per l’impresa olivicola;

4. utilizzo del software in questione attraverso applicazioni su tablet e smartphone;

5. reazione ed implementazione delle banche dati necessarie al funzionamento del software (concimi, fitofarmaci, mezzi tecnici, costi colturali, tecniche elementari, ecc.);

6. sperimentazione dell’innovazione su un campione rappresentativo di aziende olivicole;

7. formazione degli agricoltori per la conoscenza e l’utilizzo del software;

8. analisi di efficienza aziendale;individuazione della modalità di comunicazione più efficace per valorizzare il prodotto caratterizzato dell’innovativo protocollo di tracciabilità.

Benefici

Per l’Agricoltore

- razionalizzazione dei processi produttivi aziendali, con conseguente riduzione degli scarti, dei costi e dell’impatto ambientale;

- risparmio nelle operazioni di gestione e dei costi a seguito delle azioni correttive gestionali messe in atto, con riduzione dei tempi di registrazione delle operazioni colturali e dei trattamenti;

- miglioramento delle conoscenze tecniche relativamente all’economia e gestione dei processi produttivi aziendali con un potenziale miglioramento dell’efficienza.

Per la Filiera

- miglioramento dei processi di qualificazione delle produzioni e crescita del valore aggiunto del prodotto;

- immediata comunicazione delle informazioni relative alla tracciabilità delle produzioni e miglior controllo nell’impiego di agro farmaci impiegati;

- maggiore competitività delle produzioni offerte in base alla razionalizzazione dei costi che si realizzano attraverso le analisi di efficienza messe in atto dal sistema produttivo nelle diverse situazioni (territoriali e aziendali);

- adeguamento delle produzioni olivicole alle esigenze degli altri anelli della filiera;

- ampliamento dei potenziali consumatori e loro fidelizzazione;

- maggior conoscenza dei mercati di riferimento con l’utilizzo della banca dati che permette di conoscere come risponde il mercato al prodotto.

Per il Consumatore

- informazioni continuative al consumatore attraverso l’etichettatura RFID;

- il miglioramento qualitativo del prodotto e della sicurezza alimentare permetterà di elevare la qualità della vita dei consumatori e ridurre l’inquinamento ambientale;

- monitorare un determinato territorio;

- accorciamento della filiera tra produttore e consumatore.